Questo utile pilota automatico delle barche a vela, il timone a vento, esiste in diverse tipologie, progettate in base alle varie esigenze di navigazione dei tanti timonieri che ne hanno fatto uso. Nel corso del tempo, molti velisti hanno personalizzato il modello di timone a vento impiegato, perciò ne esistono di differenti per componenti e composizione degli elementi stessi. Vediamo insieme quali sono.

La vela bermudiana è la configurazione velica più diffusa nelle imbarcazioni moderne; è detta anche Marconi, in quanto ricorderebbe l’antenna della radio senza fili, progettata dall’italiano Guglielmo Marconi. Questa accezione è però più recente rispetto alla sua nascita, datata al diciassettesimo secolo e collocata nelle Bermuda. Ecco, dunque, come è nata e si è sviluppata la vela bermudiana che ora noi tutti conosciamo. Sia che facciate delle crociere in barca vela in Grecia, sia in Croazia o perfino sul lago, vi troverete di fronte, quasi sicuramente, a questo impianto velico dall’aspetto di antenna radiofonica.

Tra le vele di forma triangolare, direzionate verso la prua e rientranti nella categorie delle vele fiocco, troviamo lo spinnaker. Per andare in barca a vela è utile conoscere questo esemplare e saperlo usare ma, anche se non si ha l’onore e l’onere di condurre l’imbarcazione, può rivelarsi vantaggioso sapere distinguere il fiocco dalla randa, se non altro per non passare da completi ignoranti della materia. Ecco, quindi, come sono gli spinnaker e in quali occasioni di navigazione si utilizzano.

Non si possono affrontare crociere in barca a vela senza conoscere le vele, l’elemento più importante dell’imbarcazione. Le principali sono due, la randa e il fiocco. Dunque, conosciamo meglio questi grandi teli di tessuto che permettono all’imbarcazione di navigare grazie al vento.

Ore 7. Mi aggiro per le strade di Giulianova cercando una degna colazione. È il primo di maggio, sono un lavoratore che festeggia la festa sfogando la voglia di andare per mare repressa per tutto un inverno. La levataccia festiva dunque non mi pesa. Alle 7.15 Paolo, lo skipper di Velafriends, mi ha detto che vuole partire, divoro il croissant, un rapido passaggio alla toilette e sono sul pontile. “Ehi sbrigati si parte! vuoi rimanere a terra?” guardo l’orologio..sono le 7.16..si fa sul serio…penso salto e le suole calpestano il teak del Grand Soleil 46.3 tirato a lucido dal nostro caro skipper. Inizia così la nostra crociera in barca a vela in Croazia.

01.03.2011 Talvolta lo spirito avventuroso degli esploratori al timone di una barca a vela,animati da curiosità,anche perchè navigare necesse est puo’ essere deleterio in quanto vi porta a sorvolare su cio’ che di piu’ bello e semplice esiste: sdraiarsi al sole,fare il bagno e abbandonarsi alla volontà della natura.L’arcipelago di Sibeniko (Sibenik) però,fà eccezione perchè […]

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