Mappa itinerario vacanza in barca a vela in Croazia

17 Aprile 2014: La Croazia da Giugno a Settembre sono i mesi piu’ belli per godersi una crociera in barca a vela. Vivere il mare a 360 gradi a bordo di una barca come la nostra di quasi 15 metri, un Grand Soleil costruita in Italia dal Cantiere del Pardo da una certa garanzia di comfort, sicurezza, lusso ed eleganza oltre che prestazioni veliche eccellenti. Rallegra l’idea di cosa si puo’ fare navigando tra le isole della Croazia, questi mesi hanno sempre un fascino particolare, Settembre ad esempio sulle isole è il tempo della vendemmia, mentre l’aria dopo le canicole estive è piacevolmente calda come del resto anche l’acqua del mare, si inizia a pescare sul serio in quanto cè piu’ calma, mentre l’estate continua a scandire i suoi giorni. Il clima da Giugno in poi è sempre mite, le navigazioni a vela sono facile e sempre ridossate tra un’isola e l’altra, la scelta è incredibilmente ampia visto che la Croazia ha circa 1280 isole di cui una sessantina abitate. Si puo’ scegliere per un itinerario che parte dall’Italia traversando l’Adriatico sulle Isole Incoronate oppure sulle isole centrali della Dalmazia con atterraggio a Vis. La scelta dipende appunto dalle date programmate che hanno partenze ogni sabato. Altre partenze delle nostre Crociere in barca a vela in Croazia sono da Spalato per le isole del sud e altre ancora dalla mitica città d’arte di Dubrovnik. Vi raccontiamo una delle nostre Vacanze in barca a vela in Giugno, sulle rotte dei nostri avi e degli antichi velieri nella Repubblica Dalmata, tra veleggiate uniche, escursioni suggestive, pause e relax tra nuotate bellissime, visite in luoghi rimasti intatti nella storia, prelibate cene in piccole trattorie di pescatori e notti sotto cieli stellati su queste isole felici.

Racconto di viaggio: giorno 1traversata dell'adriatico su Vis

Siamo pronti per la CROCIERA IN BARCA A VELA IN CROAZIA, l’equipaggio è arrivato tutto puntuale per le cinque del pomeriggio, facciamo le presentazioni e sistemiamo i bagagli nelle stanze, prepariamo la lista della spesa e io, Giancarlo e Antonella andiamo a fare cambusa, piu’ tardi appena sistemato tutto sottocoperta, si sente nell’aria un po’di apprensione per la  partenza , facciamo un Brefing su cosa faremo e dove andremo,controlliamo il meteo, la check list della barca, spiego le dotazioni di sicurezza, le manovre correnti della barca, l’equipaggio è composto da 6 persone piu io, Giancarlo, Emanuele, Francesca, Antonio, Sara e Antonella, alcuni mi seguono attentamente in quanto già hanno un po’ di esperienza, altri sembrano un po’ distaccati non sapendo bene dove si trovassero e facendo viaggi lontani con la mente. Decidiamo di andare tutti a mangiare una pizza nello chalet dove abbiamo anche la scuola vela, sono quasi le otto di sera, porto con me il portolano e la carta nautica per approfondire anche l’itinerario che sarà per le isole della Dalmazia centrale. Verso le dieci e mezzo rientriamo in barca, adesso il mare è molto calmo e decidiamo di partire agilmente in notturna verso le undici di sera.

In rotta verso l’isola di Vis: giorno 2

Accendo gli strumenti, tiramo  il Tender sulle gruette e lasciamo l’ormeggio di Giulianova; usciti dal porto a motore puntiamo la prua sull’isola di Vis per 80 gradi prora bussola. Non cè vento ma alziamo ugualmente la randa che ci da piu’ stabilità di rotta, il mare è una tavola, in lontananza ammiriamo il tramonto suggestivo del Gran Sasso e la costa abruzzese, pian piano ci si allontana sempre di piu’ e prendiamo il largo, verso mezzanotte, Giancarlo prepara un ‘ottimo caffè, la notte e lunga, al timone restiamo io ed Emanuele e gli altri preferiscono farsi cullare dal rumore dello sciabordio dell’acqua sottocoperta. Durante la notte incrociamo una barca a vela che probabilmente rientra in Italia, barche da pesca e qualche nave trasporto merci che sul nostro Radar e Ais vediamo già da lontano. Verso le due di notte do’ il cambio a Giancarlo e Antonio, provo a stendermi un’oretta in pozzetto, anchio ho bisogno di riposo, la barca solca il mare maestosa e fiera anche lei di andare in Croazia, SI ! “anche le barche hanno un’anima”, ne sono convinto pienamente e visto che me ne prendo cura ogni giorno, lei mi ringrazia ogni volta che la faccio navigare. Ormai sono le cinque, è l’alba, i colori sul mare iniziano a prendere forma, il tempo passa velocemente e guardandoci  intorno scopriamo che siamo in alto mare, il colore e piu’ blu, l’acqua è bellissima e ogni tanto scorgiamo piccoli branchi di sardine e tonni a pelo d’acqua. Piu’ avanti verso le dieci il sole è alto, da lontano si scorge a sinistra l’isola di Pomo “Jabuka” e a prua si intravede già la montagna dell’isola di Sant’Andrea, in croato “Svetac”, siamo quasi arrivati, costeggiamo l’isola e ci fermiamo sottovento vicino barchette di pescatori e un piccolo molo per un meritato tuffo in queste acque blu intenso. Sopra le falesie e i pendii scorgiamo anche alcuni contadini che lavorano nei vitigni scoscesi, su quest’isola nonostante non cè acqua e ne elettricita, nonostante la natura è aspra e selvaggia, l’uomo è riuscito a trarre profitto con duro lavoro e dedizione. Proseguiamo per l’isola di  Vis, ne approfittiamo per fare un po’di pesca alla traina, spesso riusciamo ad allamare un tonnetto che poi festeggiamo all’arrivo. Oggi pero’ non è giornata, arriviamo alla nostra meta e ci consoliamo con ben altro, l’entusiasmo di arrivare alla prima meta predonima su tutto. La rada di Komiza è piena di barche al gavitello, ci districhiamo fra esse e troviamo anche noi un ormeggio.Tiramo giu il tender, cè chi prende il telefonino per avvisare del proprio arrivo, e non si accorge di quanta bellezza siamo circondati. Le alte colline di Komiza nella grande baia dominano maestose sul mare, Vis è l’isola posizionata piu’ fuori in Adriatico. E ora di pranzo e anche se non abbiamo preso il tonno, ci consoliamo con una bella spaghettata con le vongole comprate a Giulianova, è una mia specialità. Pomeriggio scendo per sbrigare la lista d’imbarco in capitaneria, passo per la pescheria  di Komiza come mio solito e trovo degli scampi appena arrivati dall’isola di Sant’Andrea, non me li lascio sfuggire visto che costano anche poco, solo 80 kuna al chilo.Rientro in barca e anche se siamo un po’stanchi visto che è ancora presto leviamo gli ormeggi per fare ancora dieci miglia in direzione delle isole Pakleni, forse torneremo su Vis per il ritorno ma non è certo.

In rotta verso il dedalo delle isole Pakleni e la Palmizana: giorno 3

Il maestrale è alto, ci spinge verso la nuova meta, una sensazione bellissima essere spinti dal vento con le vele murate a sinistra, proviamo a fare due bordi con successo che ci portano dritti nel dedalo delle isole Pakleni, direzione la baia di Vinogradisce. Siamo alla Palmizana, inconfondibile anche per un cieco il profumo intenso di pini e lavanda, salvia e rosmarino, in baia ci sono diverse barche ma noi troviamo sempre il posto per tirare giu’ l’ancora, il fondale è sabbioso e sicuro per la notte. E’ sera, dopo una bella doccia ed esserci rilassati sul ponte, ci cambiamo e decidiamo di scendere a terra con il tender ma prima accediamo la luce di fonda, la baia è tutta illuminata da barche e i locali a terra, suggestive le luci del ristorante Zori, sfere lunari illuminate tra i pini, il locale è molto bello ed elegante ma decidiamo di fare qualche metro in piu’ per andare a cena dal famoso Meneghello. Essa è una famiglia che vive da piu di 350 anni su questo oasi paradisiaco, ha diverse casette che affitta durante i mesi estivi, il ristorante molto accogliente e colorato tra pini e pavoni che vivono sulle piante, sculture e quadri colorati, un giardino botanico con piante grasse provenienti da tutto il mondo, un vero spettacolo dal vivo. Ci accoglie Iva, una ragazza molto gentile di Zagabria che durante l’estate lavora qui, parla un po’italiano e appena mi vede corre a salutarmi come sempre. Per lei sono lo skipper italiaantonella saluta da pruano gentile che ad ogni occasione porta nuovi clienti a cena. Ci consiglia alcune cose da mangiare, gli antipasti di pesce favolosi, un vino bianco che si chiama Malvasia Benvenuti, non è italiano ma molto buono e delicato , una Buzara che sono scampi con un sughetto in bianco e poi la Gregada, una zuppa di scorfano e altri pesci , molluschi e crostacei cotti in pentola sulla legna a fuoco lento, cena a dir poco sublime completata con grappa ai fichi e tortino al cioccolato con marmellata di arancia. Cè una frase di un famoso scrittore Irlandese che recita “ so resistere a tutto tranne che alle tentazioni”, e stasera ci siamo  proprio lasciati andare, addio dieta! Giancarlo durante la cena racconta le sue vicende veliche in costa azzurra, il grado di attenzione è molto basso, siamo tutti un po’ stanchi, è quasi mezzanotte e decidiamo di rientrare in barca. Dalla terrazza si vedono tutte le luci delle barche alla fonda, la nostra si riconosce perche in piu’ ha la lampada appesa al boma, scendiamo in spiaggia e sul moletto risaliamo sul tender tutti e sette insieme sul nostro zodiac 260 che ci tiene bene e ci porta in barca senza borbottare. In pochi minuti tutti a nanna, la stanchezza ha preso piede tranne io ed Emanuele che ci gustiamo a contemplare ancora un po’ il contesto notturno non indifferente. La mattina presto appena mi alzo e la prima cosa che faccio mi tuffo in baia, risveglio i miei sensi, risalgo e doccia subito, faccio un po’ di rumore e subito gli altri mi seguono a ruota. Dopo colazione facciamo il punto della situazione e verso le dieci lasciamo Vinogradisce, il sole è alto e fra poco si alza puntuale un po’ di vento che ci spingerà tra un bordo ed un altro attraverso le isole Spalmadori e Hvar.

In rotta verso l’isola di Hvar: giorno 4a cena da Pero a Stiniva

Veleggiamo una buona parte del pomeriggio come in tutte le nostre CROCIERE IN BARCA A VELA con sosta nella baia di Soline per un bagno e il pranzo, sul tardi decidiamo di scavalcare punta Capo Pellegrino e andare in un posto meraviglioso che si trova nel fiordo di Stari Grad, Uvala Stiniva. E’ una baia meravigliosa con un porticciolo costruito durante il dominio Austro Ungarico di Hvar per gli abitante del paesino che si trova in alto dal nome Brucie. Arrivati a Stiniva troviamo ormeggio all’inglese, fissiamo gli ormeggi della barca e visto che sul lato di poppa cè una invitante scaletta a mare fatta in pietra bianca, ne approfittiamo subito per un bel bagno e una nuotata fino a riva dove cè una spiaggetta in ghiaia, poche case che affittano durante la stagione estiva, la chiesetta di Sant’Antonio e una piccola trattoria dal nome Konoba Dalmacia gestita da Pero Tudor, Maria e il figlio Nico, gente del paese che lavora la campagna e che produce il proprio olio di oliva, il miele, la lavanda e tante altre buone cose. Arrivati a riva dopo la nuotata, prenoto uno dei due tavoli che ha a disposizione,un tavolo per sette per le otto e mezzo. Ci sistemiamo per la sera e andiamo a cena dal mitico Pero, questa sera calamari alla griglia come antipasto e poi delle spigole sempre alla griglia cotte rigorosamente con la legna, per contorno patate lesse alla Pero condite con il suo olio magico e pomodori della sua terra; da bere acqua e vino bianco di Hvar, buono ma ti stende facilmente. A fine cena dolcetti di Maria e grappa di Carrube, una specialità dell’isola. Dopo cena torniamo con il lanternino in barca, è tutto buio e si sente appena la risacca di riva e lo sciabordio dell’acqua al molo, un cielo tappezzato di stelle e una brezza notturna che invita a passare ancora un po’ di tempo in pozzetto a fare due chiacchiere in un posto magico, è cosi’ bello questo posto che la voglia di andare a letto viene meno. La mattina alle prime luci del sole mi sveglio con il rumore dei grilli, un tuffo dal moletto, preparo il caffè ed ecco uscire gli altri, pronti per una escursione a piedi in collina. La camminata è impegnativa, piu’ di mezzz’ora in salita ma il panorama dall’alto ripaga gli sforzi fatti, da sopra infatti si vedono le isole di Brac, Solta, Vis e una distesa di mare azzurro intenso con piccole vele bianche che solcano il mare lentamente. E’ora di riscendere, una breve visita alla chiesetta di Sant’Antonio, rientriamo in barca e leviamo gli ormeggi verso le nove, la nostra VACANZA IN BARCA A VELA IN CROAZIA continua…arrivo a stiniva

In rotta verso l’isola di Brac: giorno 5

Con poco vento e mare piatto dirigiamo la prua sull’isola di Brac, tra un bordo ed un altro verso le undici  arriviamo a Bol chiamata in Croato Slatni Rat che significa corno d’oro, una volta era posto di proprietari di vigne, pescatori e marinai, oggi meta a vocazione turistica ambita, famosa soprattutto per la sua lingua di sabbia che esce predominante dall’isola di Brac e il suo canale, meta di velisti e amanti del kite e windsurf. Gettiamo l’ancora a ridosso della lingua di sabbia, tiriamo giu il tender, qualcuno si tuffa direttamente per raggiungere la riva, il posto brulica di gente, a terra cè una magnifica pineta e tanti chalet dove consumare un drink e noi ne approfittiamo per fare questa pausa rilassante. Bol ha anche un patrimonio storico culturale importante come la chiesetta dei Santi Giovanni e Tudor, un edificio preromanico , alcune rovine di eremi tra cui l’eremo di Blaca oltre che una natura campestre che si perde sul panorama suggestivo del mare e le altre isole intorno. Decidiamo di ripartire, cè vento di Maestrale e risaliamo il canale di Brac, tutto di bolina stretta, ci gustiamo una veleggiata unica tra due isole fantastiche tra un bordo e l’altro risaliamo l’isola e arriviamo alla meta che è la baia di Lucice, un posto bellissimo immerso tra i pini e fondali turchesi. Gettiamo l’ancora nella parte destra dove ci sono otto metri di acqua e tutti pronti per un bel bagno con sottofondo musicale. Il sole è alto, metto la prolunga del tendalino che crea una brezza piacevole all’ombra e prepariamo il pranzo. Giancarlo che è vegetariano coglie l’occasione per preparare un pinzimonio,delle mega insalatone e per gli altri anche degli affettati e formaggio. Il tempo scorre velocemente e sono gia le cinque del pomeriggio, decidiamo di spostarci nella vicina Milna, un piccolo paese con approdo sicuro utilizzato in epoca imperiale dall’Impero Romano sotto Diocleziano,esso è ben servito con due marina per l’ormeggio, baia Zalo e baia Pantera. Arriviamo fino in fondo e ormeggiamo sotto il paese presso l’Aci Marina. Ne approfittiamo per rilassarci un po’ verso le sette di sera una bella doccia e aperitivo in pozzetto e verso  le otto e mezzo tutti a cena in una trattoria tipica di Milna dove fanno l’agnello allo spiedo “Vitalac” e lo servono man mano che si cuoce, una delle tante cose buone tipiche di una cucina genuina e contadina dell’isola di Brazza. Quest’isola ha tante cose da vedere, è anche il paese degli scalpellini che è Supetar, famoso per la sua pietra bianca con cui è stato costruito il palazzo di Diocleziano a Spalato e perfino la White House di Washington. Ormai e tardi è tra una chiacchera e un bicchiere di Plavac è ora di andare a riposarsi, domani cè una nuova isola e nuovi posti da vedere. La nostra crociera in barca a vela in Croazia continua..giochi d'acqua a Lucice

 

In barca a vela  verso  l’isola di Solta : giorno 6

Usciti da Milna ci ritroviamo nel canale di Spalato, veleggiamo tra il continente e le isole, a destra si vede Spalato, in alto le montagne di Biokovo, l’isola di Ciovo e a sinistra Solta, con mura a sinistra e piccole raffiche di vento che scendono da Solta, veleggiamo sottocosta stando vigili a lascare sempre la scotta della randa, passiamo al traverso di Stomorska, piccolo e grazioso paese con il suo porticciolo attrezzato, proseguiamo ancora e verso le undici e arriviamo a Necujam “ Porto Sordo”, una grande baia protetta tranne che in alcuni punti dove entra la Bora, molte barche alla fonda, troviamo un ancoraggio sicuro nella parte sud ovest, Antonio e Sara scendono a nuoto per portare una cima a terra da legare ad una pianta, i fondali sono molto belli, a cinque metri sotto si notano un gruppo di Pinna Nobilis, un mollusco enorme a forma di cozza , una specie protetta e non commestibile, ci sono anche gruppi di orate e occhiate che incuriosite dalla nostra presenza e anche per prendere ombra e qualche mollica di pane, vengono sotto la barca. Antonio da terra ci fa notare alcuni scogli con dei piccoli buchi dove all’interno ci sono i datteri di mare, anche loro specie protetta e vietato prenderli. Il sole e alto e mentre tutti nuotano , Giancarlo provvede al pranzo, gli do una mano io e oggi prepariamo una bella pasta con pomodoro fresco, basilico e scampi sgusciati. Tiro su il tendalino per un po’ d’ombra e passiamo un paio d’ore a rilassarci sulle note di “ Cafè del Mar Chillout Mix “. Sono le tre del pomeriggio, leviamo gli ormeggi e usciamo dalla grande baia, troviamo fuori una brezza di ricaduta di un tiepido Maestrale, oggi e quasi calma ma il nostro Grand Soleil e l’albero di quasi 18 metri e le sue grandi vele ci fanno scivolare sull’acqua dolcemente, alle orecchie ci arriva solo lo sciabordio dell’acqua e il vento apparente sul viso, proseguiamo verso nord ovest, decidiamo di fare un po’ di bordi e qualche virata di poppa, un po’ di esercizi di manovre a vela , un po’ di scuola vela per tutti non guasta, si alterna Giancarlo e Antonio al timone, Emanuele alla randa e le ragazze ai winch delle scotte del genoa, tutti sono entusiasti e divertiti dallo scambio dei ruoli, ingaggiamo un Bavaria 46 e lo passiamo agevolmente, siamo molto piu’ veloci specialmodo con venti leggeri. Scavalcata la punta nord di Solta viriamo a sinistra, prendo io i comandi, i fondali sono molto belli , sembra quasi di stare ai Tropici, ci sono punti molto bassi che conosco bene,  dirigo la prua su Stipanska, un isolotto di fronte a Maslinica. Sono ormai quasi le cinque del pomeriggio, una bellissima giornata di alta pressione, tuffi e bagni tra queste acque cristalline, verso le 18:00 chiamo il mio amico Alen Petrovic, forse l’unico croato che tifa la nostra nazionale di calcio e Juventino convinto, lui è l’ormeggiatore del Marina Martinis Marchi a Maslinica, un grande amico, mi chiama fratello ogni volta che mi vede, mi faccio lasciare un posto in banchina sotto il castello per la notte e puntuale come sempre lo trovo. Arriviamo in banchina, faccio fare la manovra di ormeggio all’equipaggio sotto la mia supervisione, Emanuele al timone e stato impeccabile, Antonio e Giancarlo recuperano le trappe e le ragazze posizionano bene i parabordi, l’equipaggio ormai è in perfetta simbiosi. Il marina Martinis Marchi è una moderna struttura completata 2 anni fa, di proprieta privata tedesco/croata, il posto è di gran lusso e i servizi eccellenti, sembra quasi di essere a Portofino. Organizzo un tavolo a cena da Restoran Sanpjer, un posto molto bello e panoramico come da foto allegate. Prenoto una bella grigliata di pesce, pane caldo cotto a legna, vino bianco per tutti e come dolce le famose palacinka, crep ripiene di marmellata o gelato alla vaniglia accompagnate da un bicchierino di prosec, un tipico vino dolce croato. Ceniamo con vista panoramica , qui siamo proprio ad Ovest e il tramonto è piu’ unico che raro, penso alle tante persone e Italiani che fanno migliaia di chilometri in aereo per vedere un bel posto e non sanno che una Vacanza in Barca a Vela in Croazia offre davvero cose fantastiche. Dopo cena una passeggiata tra gli atelier del paesino, piccoli negozi di artigianato locali, arriviamo  in banchina di riva per un drink in un baretto che non ricordo il nome ma che fa un ottimo Mojto e poi verso mezzanotte tutti a nanna, domani e l’ultimo giorno della nostra Vacanza in barca a vela con Velafriends.castello martinis marchi a maslinica

In rotta sulle isole di Drvenik Veli e Mali ( piccola e grande Drvenik), l’isola di Ciovo e Spalato

giorno 7

La mattina dopo un bel tuffo dal moletto di Maslinica, una doccia all’aperto nel marina, colazione con Krafen alla marmellata e cappuccino buonissimo al bar, pianifichiamo la rotta per la giornata e il rientro a Spalato. Saluto il mio amico Alen Petrovic per un arrivederci e leviamo gli ormeggi, puntiamo su Drvenik, è ancora presto, non cè vento e decidiamo di fare un po di motore per raggiungere baia Rina a Drvenik piccola, gettiamo l’ancora su 5 metri e sempre sulle note di Cafè del Mare ci godiamo un bellissimo bagno raggiungendo riva. Verso le 11:30 si alza un po di vento, siamo esposti a ovest e quindi riapartiamo alzando direttamente la randa, Emanuele al timone, Giancarlo e Antonio al genoa, si parte per un bel giro in barca a vela bordeggiando Drvenik piccola e poi Drvenik Veli, riscendiamo l’isola con mure a dritta e la barca ci spinge come come una sposa, abbiamo ancora diverse miglia da fare, puntiamo ancora u Solta e poi viriamo di bordo su Ciovo, sono quasi le due del pomeriggio e decidiamo di infilarci a Ciovo nella baia di Fumija, un posto dai fondali sabbiosi dove gettiamo l’ancora a ridosso dei moletti e le piccole casette abusive costruite dai contadini e pescatori dell’isola dove svolgono le loro attività lavorative. Ancora un bagno e snorkeling tra occhiate e oratine che vengono a cercarci sotto la barca, a riva piccoli uliveti e cespugli che si inerpicano fino a sopra la collina, prepariamo il pranzo e ci godiamo queste ultime ore di sole.

Abbiamo Trogir “Trau” poco distante , antica città veneziana rimasta intatta nei secoli, ma la nostra meta finale è Spalato, città straordinaria che si affaccia sul mare, dominata ancora oggi dai resti del tempio dell’Imperatore Diocleziano. Usciamo da Fumije e bordeggiamo Ciovo di lasco, piu’ avanti un gruppo di una ventina di Optimist di una scuola vela che fanno allenamento, qui la vela in Croazia e molto sentita e organizzata.Passiamo un po’ vicino al gommone dell’Istruttore e come vuole la tradizione un saluto non puo’ mancare, i ragazzini su queste vaschette galleggianti corrono agilmente sull’acqua, il vento non manca qui nel canale tra Slatine e Split.  Siamo quasi arrivati, Giancarlo chiama sul canale 17 il Marina Aci di Spalato, entriamo nel porto di Spalato, la anchina di riva è bellissima, piena di grandi palme e un passeggio enorme, a sinistra il nostro ormeggio pieno di barche a vela, alcune da sogno irragiungibile, davanti a noi cè un Perini di 40 metri blu, restiamo incantati e non ci accorgiamo che l’ormeggiatore ci fa segno di entrare al molo C. Solito ormeggio perfetto, ormai a bordo dopo questa Crociera in Barca a Vela in Croazia hanno superato tutti i test e sono promossi a pieni voti. Sistemiamo la barca, una doccia al marina aci e siamo pronti per un’ultima serata nella magnifica Spalato, andiamo a cena in una antica trattoria che si chiama Fife, un posto molto alla mano dove servono tutto pesce alla griglia cucinato in modo semplice. Dopo cena facciamo un giro per il centro storico e una passeggiata sulla bellissima banchina di riva, piu’ tardi rientriamo all’aci marina per un drink finale e commentiamo tutti le esperienze vissute in questa splendida crociera in barca a vela. Domani è un nuovo giorno e nuove avventure ci aspettano sulle rotte della Dalmazia, partiremo da Spalato per raggiungere le isole del sud passando per Hvar,Lastovo, Korcula, Mljet per arrivare in una delle 10 città piu’ belle del Mediterraneo e l’Adriatico in barca a vela, DUBROVNIK.