Cos’è lo sestante

Forse nelle moderne crociere in barca a vela lo sestante non trova più posto, ma in passato rappresentava uno degli strumenti fondamentali per la navigazione; esso serve per misurare l’angolo di elevazione di un corpo celeste sopra l’orizzonte. A livello tecnico e pratico, per ottenere la misurazione, si fa collimare l’oggetto con l’orizzonte. La data della misurazione e l’angolo misurato vengono usati per calcolare una posizione su una mappa nautica. Un esempio di utilizzo consiste nel traguardare il sole a mezzogiorno e ottenere i dati sulla latitudine del punto in cui si sta navigando, anche durante le crociere in barca a vela. Il nome sestante deriva dal fatto che la sua scala è di 60 gradi, ovvero, 1/6 dell’intera circonferenza. Il suo funzionamento si basa sul principio della doppia riflessione, perciò lo strumento è formato da due bracci, ognuno graduato fino a 60°. La sua diffusione si colloca tra il 1600 e il 1700, secoli di grandi avventure per il mare, soprattutto a carattere commerciale. Sebbene il funzionamento di base sia sempre il medesimo, esistono diversi modelli di sestante. I principali sono due, quello tradizionale e il sestante a orizzonte totale; entrambi offrono ottime prestazioni, l’unica discriminante è la preferenza personale. E a proposito di gusti e usi personali, esiste un sestante chiamato Bris, progettato dal navigatore Sven Yrvind; questo strumento a basso costo è preciso ed affidabile, benché si basi su una tecnologia piuttosto semplice. Nonostante l’equipaggiamento spartano, questo sestante è stato realizzato per gli attraversamenti oceanici ed è di dimensioni più piccole rispetto ai modelli tradizionali. Date le dimensioni, che offrono però una struttura davvero resistente, il Bris può essere contenuto in piccole custodie o, addirittura, essere appeso al collo con un cordino, così da risultare sempre a portata di mano.

Il connubio bussola, sestante e orologio

Conoscendo l’ora esatta grazie a un semplice orologio, e utilizzando bussola e sestante, è possibile mettere a punto un ottimo sistema di navigazione, basato su semplici strumenti poco tecnologici e non elettronici. Il non dover ricorre all’energia elettrica, o a batterie che si possono consumare, è davvero un’ottima opportunità quando si naviga, soprattutto in caso di lunghi di tragitti, in cui non sono previste tappe. Dunque, con l’orologio si determina l’ora, con la quale misurare la posizione sulla mappa grazie al sestante che, come si è visto, è in grado anche di determinare la latitudine del punto o del luogo in cui si trova. Poi, grazie alla bussola, ci si può orientare, nonostante l’assenza di punti di riferimento, sapendo sempre dove si trovano il nord e gli altri punti cardinali. Nelle traversate in mare aperto, questi strumenti si rivelano davvero utili e permettono di conoscere l’ora, la posizione in cui ci si trova e la direzione che occorre seguire.