L’isola di Corfù sotto il dominio dei bizantini

Corfù fu fondata intorno al 700 a.C, periodo in cui era conosciuta con il nome di Corcira. In nome dell’isola, tuttavia, è cambiato spesso nel corso del tempo anche a causa dei numerosi dominatori che si sono alternati nel corso dei secoli. In epoca bizantina, ad esempio, a partire dall’VIII secolo in poi, l’isola di Corfù è appartenuta a quella di Cefalonia mentre, intorno alla fine dell’800, passò sotto il dominio di Costantinopoli. Intorno all’XI secolo, poi, l’isola di Corfù divenne mirino di conquiste da parte dei siciliani che però se ne impadronì solo solo temporaneamente per merito dei desideri espansionistici di Roberto il Guiscalco.

Il dominio siciliano, in effetti, durò davvero poco tempo anche perché l’isola di Corfù torno presto nelle mani bizantine. Il tira e molla tra siciliani e bizantini proseguì ancora per un po’ di tempo, finchè l’isola non passò direttamente sotto il dominio della repubblica di Genova. Durante questo periodo, l’ammiraglio Leone Vetrano fu così interessato alla conquista di Corfù che, una volta raggiunto il suo obiettivo, si fece proclamare conte ufficiale dell’isola. L’ultimo atto della dominazione bizantina vide l’isola di nuovo conquistata dai Veneziani che cacciarono, a loro volta, il conte Leone Vetrano. A quel punto, l’isola fu divisa il 10 feudi che furono affidati rispettivamente a dieci nobili signori veneti.

Questi, in realtà, ricevettero un vero e proprio regalo dal momento che non dovevano far altro che provvedere alla difesa dell’isola attraverso il versamento di una somma di denaro fissa ogni anno. Anche l’era dei signori veneti durò poco perché Niceforo Ducas dall’Epiro, ordinò l’edificazione del castello di S. Angelo per proteggere Corfù dai futuri attacchi delle flotte genovesi e, poiché sua figlia sposò il figlio di Federico II di Svevia, ottenne come regalo proprio l’isola di Corfù che, in questo modo, fu allontanata per sempre dalla dominazione bizantina.

L’isola di Corfù dominata dal Regno di Napoli

Per un po’ di tempo, quindi, l’isola greca passò nelle mani del Regno di Napoli; tuttavia, anche la dominazione di Carlo D’angiò fu di breve durata. Intorno al 300, infatti, Corfù fu definitivamente espropriata dai possedimenti aragonesi per passare in mano al principato di Taranto.

Da quel momento l’isola di Corfù conobbe un cambiamento radicale sotto il profilo politico ed economico: l’isola, infatti, passò nelle mani di gruppo di soldati italiani e francesi che furono incaricati di governarla e mantenerla in sicurezza; tuttavia, anche da un punto di vista sociale ed amministrativo le cose cambiarono profondamente. L’isola, infatti, fu divisa in numerosi feudi che furono affidati ad altrettanti baroni italiani e, in generale, furono creati quattro balivati chiamati rispettivamente Oros, Alefchimo, di Mezzo e Agirù.

L’isola durante il dominio napoletano, si popolò di tanti immigrati che arrivavano soprattutto dalla Puglia e che, nel giro di poco tempo, divennero funzionati ed impiegati politici di vari livelli. L’isola greca tuttavia iniziò presto ad accusare le pressioni religiose e i dissidi esistenti tra i vari insediamenti cattolici e ortodossi. Le contese favorirono le pretendenti al regno, Venezia in primis, i cui signori cominciarono a fare pressione per una conquista prima militare e poi economica. Il passaggio al dominio veneziano terminò intorno al 1402, anno in cui il re di Napoli, Ladislao II, consegnò l’isola di Corfù alla Repubblica di Venezia per la somma di circa 30.000 ducati d’oro.